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| GABRIELE D’ANNUNZIO |
GABRIELE D’ANNUNZIO E LA SUA ODE ALLA NAZIONE SERBA
Gabriele D’Annunzio, scrittore italiano, poeta e drammaturgo (Pescara, 1863 — Gardone Riviera, 1938) fu l’unico scrittore italiano del Novecento collocato tra i grandi scrittori mondiali di quel periodo. James Joyce ha scritto: „Ritengo che i tre scrittori dell’Ottocento dotati naturalmente di maggiore ingegno furono D’Annunzio, Kipling, Tolstoj”. Tuttavia il D’Annunzio fu sempre in primo piano nella vita letteraria, artistica, intellettuale e anche politica del decennio che chiuse il XIX secolo e dei due primi decenni del nuovo secolo.
Tra tante sue opere ormai note, D’Annunzio scrisse il 16 novembre 1915 e pubblicò sul Corriere della sera di Milano, il 24 novembre 1915 la più bella opera letteraria mai dedicata ai Serbi: Ode alla nazione serba. D’Annunzio inviò una copia di questa Ode scritta di propria mano al re serbo Petar I Karadordevic, cognato del Re Emanuele III, insieme ad alcune copie del libro fatto uscire a proprie spese. È un’edizione rarissima con due tipi di copertine. L’edizione più lussuosa portava stemma serbo nell’angolo destro della copertina. Il ministro serbo di allora, signor Ristic, ringraziò D’Annunzio a nome del proprio governo. Ode alla nazione serba fu tradotta in serbo dal poeta serbo Milutin Bojic nei 1916, ma in forma di quartine mentre la forma originale in italiano comprende 21 canti con 21 versi ognuno. Inoltre non è mai stata pubblicata la traduzione intera per la censura di quel momento cioè sono stati omessi tutti i versi contro lo zar austriaco e quello tedesco. Il poeta e traduttore serbo Dragan Mraovic ha tradotto e pubblicato in serbo l’Ode intera, in forma corrispondente a quella originale in italiano, nel 1988, ed è questa che presentiamo in linqua serba in questo libro, con alcune modifiche di tipo stilistico, rendendo omaggio al più grande maestro dello stile, sempre dopo Dante, che mai abbia avuto l’Italia ed anche al poeta di autentica vena. Gabriele D’Annunzio conobbe bene la nazione serba, la sua storia e seppe apprezzare i suoi valori.
Tra tante sue opere ormai note, D’Annunzio scrisse il 16 novembre 1915 e pubblicò sul Corriere della sera di Milano, il 24 novembre 1915 la più bella opera letteraria mai dedicata ai Serbi: Ode alla nazione serba. D’Annunzio inviò una copia di questa Ode scritta di propria mano al re serbo Petar I Karadordevic, cognato del Re Emanuele III, insieme ad alcune copie del libro fatto uscire a proprie spese. È un’edizione rarissima con due tipi di copertine. L’edizione più lussuosa portava stemma serbo nell’angolo destro della copertina. Il ministro serbo di allora, signor Ristic, ringraziò D’Annunzio a nome del proprio governo. Ode alla nazione serba fu tradotta in serbo dal poeta serbo Milutin Bojic nei 1916, ma in forma di quartine mentre la forma originale in italiano comprende 21 canti con 21 versi ognuno. Inoltre non è mai stata pubblicata la traduzione intera per la censura di quel momento cioè sono stati omessi tutti i versi contro lo zar austriaco e quello tedesco. Il poeta e traduttore serbo Dragan Mraovic ha tradotto e pubblicato in serbo l’Ode intera, in forma corrispondente a quella originale in italiano, nel 1988, ed è questa che presentiamo in linqua serba in questo libro, con alcune modifiche di tipo stilistico, rendendo omaggio al più grande maestro dello stile, sempre dopo Dante, che mai abbia avuto l’Italia ed anche al poeta di autentica vena. Gabriele D’Annunzio conobbe bene la nazione serba, la sua storia e seppe apprezzare i suoi valori.
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